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Tempi di pandemia – A intelligenze speciali, a donne speciali, a pensieri e ad azioni speciali

29 Gennaio 2021 | di Diego Dalla Palma

i mondi di carta - Diego Dalla Palma

In questo tempo avverso, in cui ognuno di noi è costretto a fare i conti con il proprio malessere affrontando periodi disagevoli e carichi di problemi, ritengo fondamentale provare a reagire e accendere pensieri che possano aggiungere un beneficio alla nostra mente, al nostro spirito.

Alimentando rassegnazione e concetti grevi e malinconici otterremo l’effetto inverso, aumenteremo il nostro disagio. Mentre coltivare metodo, pazienza, fiducia, perseveranza e volontà, è fondamentale per combattere il degrado fisico e psicologico che tutti, chi più chi meno, stiamo vivendo.

Oltre a ciò, secondo me, sono utili tutti quegli elementi che ci inducono all’ottimismo: ascoltare musica, per esempio, ha sempre effetti stimolanti per il nostro cervello; leggere libri emozionanti e coinvolgenti è corroborante, ci può trasportare in altri luoghi, far viaggiare la mente; cercare la vicinanza della natura, avendo un contatto fisico con essa dà un beneficio immediato e duraturo. Personalmente, mi è di grande aiuto ripercorrere con la mente un viaggio che ho fatto recentemente, in India.

L’India per me rappresenta il Paese degli incanti, degli stupori e delle contraddizioni infinite. È in India, dove un pavone a volte vale più di un essere umano, dove le vacche padroneggiano in ogni luogo, dove il traffico è l’inferno in terra, dove il caos e i rumori annientano anche l’occidentale più calmo e serafico. Ma è qui che abita la bellezza.

La bellezza intesa in tutti i modi: quella estetica (le donne più belle al mondo le ho viste qui, oltre che in Romania, in Libano e in Israele) e quella dai mille significati. La dote che le persone convinte di sapere chiamano spirituale e che io, semplicemente, definisco magica. Cosa c’è di più magico dello sguardo luccicante e del sorriso aperto di coloro che non possiedono nemmeno un tetto sopra il loro capo sotto il quale ripararsi? Cosa c’è di più magico di una madre che, col busto eretto e la fierezza che gronda dalle ciglia vive la miseria sociale con fatalismo ed eleganza? Cos’è, e me lo chiedo per primo, che rende gli indiani dell’India, e anche quelli dell’America, così composti, così dignitosi, così sereni nel portare con armonia i loro corpi, anche se vecchi e rugosi? Cos’è? Possiamo farci tante domande, noi occidentali pieni di lussi supposti, possiamo fare tanti sforzi per cercare illusorie serenità, ma finché i nostri egoismi vengono branditi come trofei, nulla ci regalerà tempi di sorrisi e di concordia.

Tutto questo, cosa c’entra con la pandemia? Forse vi parrà poco o niente. Ma è probabile che un sorriso, abitudine che in India abbonda in ogni luogo e su ogni bocca, abbia un significato da suggerire a tutti i ringhiosi di ogni parte del mondo. Si tratta, semplicemente, di collegare il nostro cuore alle nostre labbra. Per arrivare a tempi migliori, a momenti in cui non ci sarà più questa cupola di paura e di depressione sulle nostre teste, per combattere il desiderio di isolarci nutrendo pensieri di vittimismo, di autolesionismo e di rassegnazione ricerchiamo l’armonia: aiutiamoci con un buon sorriso. Per me, inoltre, è di grande beneficio meditare sul pensiero di una poetessa turca: “Dal punto più buio della notte ha inizio l’alba”. Personalmente, questo verso mi ha aiutato in molti periodi bui della mia esistenza.

Infine, è fondamentale coltivare l’ironia, un certo fatalismo e la consapevolezza: sapere che siamo poco di niente, che conosciamo poco o niente, e che siamo dei semplici passeggeri della vita ci aiuta, sicuramente, a provare a sorridere sulle nostre illusioni e sulle nostre confuse certezze.

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