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NON E’ UNA SEMPLICE GRAPPA

4 Giugno 2021 | di Enrico Tupone

i mondi di carta - Enrico Tupone

A Neive c’è uno strano andirivieni di gente che si infila nelle strade del paese seguendo un rivolo di fumo profumato in cerca della bottega di Romano Levi, fine distillatore del liquore italiano più famoso ed artista sopraffino che mediante le sue etichette dipinte a mano rende ogni sorso alcoolico unico e indimenticabile. Come si legge nel sito dedicato la distilleria fu costruita da Serafino Levi ed era equipaggiata, allora come oggi, con un alambicco a fuoco diretto, come apprendiamo da una delle rare interviste rilasciate dal figlio Romano nel 1991:

“… allora ce n’erano tanti… di solito le distillerie funzionavano a fuoco diretto. Un apparecchio Malba, perché io sentivo sempre dire Malba, poi ho visto da Bocchino che ha la sala con alambicchi in vista, c’era Malba Giovanni Ricostruzioni Meccaniche Asti o Malba Fratelli, qualcosa del genere, e il nostro dovrebbe essere un apparecchio Malba… per me, che ora credo di poter dire di conoscerlo abbastanza bene se non benissimo, perché sono 46 anni che distillo, è un apparecchio che va molto bene, è un gioiellino, un giocattolo, che se uno gli dà ciò che vuole, ciò che è necessario, se non lo spinge, se si adatta a lui, lui fa miracoli…

… io penso che anche questo Malba Giovanni fosse un distillatore perché l’hanno fatto molto bene questo apparecchio; oltre che idearlo, se l’hanno ideato loro, l’hanno fatto molto bene”.

La casa-distilleria dei Levi, è oggi un Museo vivo e produttivo della Grappa, una vera e propria isola del tempo, in cui il Genius Loci di Romano Levi, aleggia ovunque nell’arte, nei modi e nei tempi di lavoro, negli oggetti semplici ed essenziali, nei profumi e nella serenità. La distilleria è sempre aperta a tutti, un po’ più difficile è trovare qualche bottiglia pronta per la vendita, poiché la ridottissima capacità produttiva non è in grado di soddisfare la domanda che arriva da ogni parte del mondo, ma i conoscitori lo sanno, si godono la serenità del luogo, non si arrabbiano aspettano o riprovano con pazienza.

Per concludere leggiamo ciò che scrisse di Romano Levi Luigi Veronelli : “ Le grappe riescono superbe e lui fa la “riverenza” nelle etichette che scrive con certosina pazienza a mano, e che dedica. I nomi fermano nel tempo il suo fantastico amore a Donne decorose e indecorose, che scavalcano colline, che si lasciano toccare e non, coi capelli d’ora e d’argento”.

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