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BURLESQUE: NON SOLO SPOGLIARELLO

18 Giugno 2021 | di Enrico Tupone

i mondi di carta - Enrico Tupone

Il burlesque (propriarmente «burlesco») è un genere di spettacolo satirico che nacque in Inghilterra nel XVIII secolo, caratterizzato da critico umorismo volto a ridicolizzare i vari generi teatrali allora in voga.

Diffusosi successivamente negli Stati Uniti d’America, attraversando molteplici trasformazioni, alla fine del XIX secolo risultava caratterizzato da caricature, canzoni e danze di ballerine sempre più svestite, che eseguivano anche spogliarelli.

Col passare del tempo il burlesque ha perso il proprio elemento caricaturale divenendo sempre più simile al varietà.

L’origine del termine «burlesque» è attribuibile alla definizione francese burlesque, derivata dall’italiano burla, ispirato a sua volta dalla parola latina burla (inezia), derivante da inetto. In Gran Bretagna con la definizione burlesque ci si riferisce ad uno scritto comico, con sfumature e intenti satirici e parodistici, ispirato o da un testo drammatico o da un tipico modo di recitare i drammi, magari in auge in quel determinato periodo. Il ‘burlesque’ in versi e in prosa si espanse intorno al XIV secolo grazie all’opera satirica di Geoffrey Chaucer intitolata The Canterbury Tales (I racconti di Canterbury). Una delle prime rappresentazioni del genere burlesque fu The Rehearsal (La prova) del 1671 scritto dal duca di Buckingham che burlò le tragedie di John Dryden.

I capolavori riconosciuti prodotti da questo genere furono The Critic (Il critico) del 1779 di Richard Sheridan, parodia di drammi strappalacrime e la famosa The Beggar’s Opera (L’opera del mendicante) del 1728 di John Gay, presa in giro del melodramma italiano Anche scrittori come Henry Fielding si cimentarono nel genere burlesque durante la loro carriera di autori teatrali.

Nell’Ottocento si assistette ad una svolta, sospinta dalla maggiore eterogeneità e quantità del pubblico teatrale. Il burlesque smise la sua funzione di critica letteraria burlesca, parodistica e satirica, per divenire una forma di passatempo leggero, simile alla extravaganza e alla burletta, per lo più comico e cantato.

Negli Stati Uniti invece, il burlesque si diffuse intorno alla metà del Settecento e per oltre un secolo non godette di consensi e popolarità. Solamente intorno al 1865 venne rivitalizzato grazie ad una trasformazione di stile, genere e contenuti, che gli fece assumere una funzione di spettacolo di divertimento per adulti, imperniato su scene comiche a sfondo erotico o colte a piene mani dall’attualità, danze del ventre, siparietti improvvisati basati su doppi sensi, numeri di equilibristi o giocolieri, canti e danze. Lydia Thompson e la sua troupe, “the British Blondes”, apparsa per la prima volta negli Stati Uniti nel 1860, suscitò scalpore ed entusiasmi con i suoi siparietti derivati dal minstrel show.

Il periodo aureo del burlesque si può inquadrare dalla fine dell’Ottocento alla prima guerra mondiale, mentre nei decenni seguenti venne introdotto lo strip-tease e aumentarono le esibizioni di nudi scenici. Quindi nel giro di pochi anni, grazie al burlesque divennero celebri i nomi di decine di favolose artiste che sapevano spogliarsi con sensualità ed ironia in dosi ben calibrate. È da sottolineare che anche Bettie Page – la celebre pin-up, icona del gusto fetish e, ancora più importante, icona dello stile pin-up – è spesso associata al burlesque. Negli Stati Uniti, sulla falsariga del vaudeville, anche il burlesque deve molto alla clownerie del circo, unendo: momenti comici semplici ed immediati; danze di ballerine, col tempo sempre più svestite.

Da questo tipo di spettacolo derivano gli odierni strip-show; col tempo l’elemento satirico si è in parte perduto, trasformando il burlesque in un genere più simile al varietà. Il Burlesque si afferma anche sul panorama artistico Italiano diventando forma d’arte.

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