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Riflessioni di una Dietista al tempo del Corona Virus

26 Giugno 2020 | di Elena Piovanelli

i mondi di carta - Elena Piovanelli

 

Fotografare le abitudini alimentari degli italiani nell’era Covid, ed ora post Covid, non è sicuramente facile, in quanto nell’arco degli oltre tre mesi di emergenza abbiamo assistito a scenari e atteggiamenti differenti.

Chiusi in casa per settimane, con le attività limitate gli italiani hanno trovato in parte conforto nel cibo e nella cucina, e con il passare delle settimane si sono scoperti panettieri e pasticceri.

Approfitto di questa sede per fare alcune riflessioni con Voi, nella speranza che possano servirci a ripartire con il piede giusto, affinchè un’esperienza come questa, per quanto dolorosa, possa aver contribuito a rimettere in discussione uno stile di vita “insostenibile”, a cui tutti ci eravamo assuefatti, e a rivedere la nostra scala di valori.

Solo alcuni mesi fa, a causa delle nostre giornate frenetiche, potersi permettere del tempo per cucinare e sedersi a tavola a condividere il cibo con i propri cari era, ahimè, considerato un lusso. Ma nel corso di questa pandemia molte persone hanno avuto la fortuna di poter riscoprire le nostre radici mediterranee e passare più tempo a tavola e in cucina.

Perché è cosi importante dedicare del tempo al cibo e alla cucina casalinga?

Forse molti ignorano il fatto che rappresentino alcuni dei pilastri della Dieta Mediterranea.

La socializzazione: l’aspetto della convivialità è importante per il valore sociale e culturale del pasto, al di là degli aspetti nutrizionali. Cucinare, sedersi intorno ad un tavolo e condividere il cibo con la famiglia e gli amici costituisce un supporto sociale e dà il senso della comunità.

Le attività in cucina: prendersi il tempo e lo spazio per cucinare rendono importante questa attività che può essere rilassante, divertente e da farsi con familiari, amici e persone care.

Il tempo dedicato alla cucina è tempo dedicato a voi e alla salute dei vostri cari.

Cucinando potrete personalizzare il piatto a vostro piacere, ed esigenza di salute.

Valuterete la qualità dei singoli ingredienti e non aggiungerete tutte quelle sostanze (sale, aromi, conservanti…) che sono ovviamente presenti in molti piatti “pronti al consumo”.

Cucinare vi darà grandi soddisfazioni, e i piatti, sarà anche per il valore affettivo che gli attribuiamo, avranno un sapore migliore.

Risparmierete denaro, soprattutto se utilizzerete ingredienti di stagione e valorizzerete ricette semplici e genuine.

Rappresenta una attività divertente ed è un antidoto allo “stress”, in quanto ci obbliga a rallentare, richiedendo pazienza e ritmi lenti.

Attraverso la cucina trasmetterete le vostre conoscenze ai più piccoli. Noi italiani possediamo una cultura del saper mangiare, e del saper fare, tra le più ricche e importanti, ma stiamo, stavamo, rischiando di perdere questo bagaglio, le nostre radici.

A questo proposito coinvolgete in cucina i bambini, svilupperanno curiosità, manualità, creatività, autostima, e impareranno a conoscere da vicino i singoli ingredienti,  l’importanza del lavorare la terra, dell’avere un orto, ed entreranno in confidenza con il cibo e ciò li predisporrà all’assaggio di alimenti che apparentemente potranno sembrare meno attraenti.

Ma non dimentichiamo che anche la moderazione e la frugalità caratterizzano lo stile di vita mediterraneo, ed è ciò che probabilmente è mancato soprattutto nelle prime settimane di lockdown, quando abbiamo assistito all’assalto ai supermercati.

Ciò potrebbe aver generato nelle nostre case atteggiamenti sbagliati, controproducenti per la salute, soprattutto in coloro che hanno utilizzato il cibo come conforto, puro piacere, coccola, antidoto alla noia.

Non dimentichiamo che in questi mesi di clausura forzata le nostre giornate sono state più che sedentarie, quindi molte persone ipernutrite hanno sovraccaricato il proprio fisico di calorie, zuccheri, grassi. Importante quindi valutare le circostanze e adattare di conseguenza il nostro comportamento alimentare.

Da dove ripartire?

Ci sarà da ricostruire una nuova realtà con nuovi valori. Ciò che sta emergendo da alcune indagini è che gli italiani hanno capito l’importanza di prendersi cura della propria salute, sono più sensibili alle tematiche ambientali e alla sostenibilità, attenti ai problemi del territorio.

Il mio consiglio: non concentrarvi solo ed esclusivamente sul puro piacere che deriva a livello organolettico dall’assunzione degli alimenti, ricordate che il cibo che scegliamo ogni giorno e il modo in cui lo mangiamo influenzano in primis il nostro stato di salute, ma anche quello del nostro Pianeta e gli equilibri sociali.

Ma anche in questo caso la nostra Dieta Mediterranea potrà esserci d’aiuto, perchè oltre a produrre effetti benefici sullo stato di salute della popolazione, di cui ormai abbiamo certezza grazie ai numerosi studi scientifici, rappresenta un vero e proprio esempio di “Dieta Sostenibile”.

Le diete sostenibili sono a basso impatto ambientale e contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale e ad una vita sana per le generazioni attuali e future. Esse sono protettive e rispettose della biodiversità e degli ecosistemi, culturalmente accettabili, economicamente eque e accessibili, adeguate, sicure e sane sotto il profilo nutrizionale, e contemporaneamente ottimizzano le risorse naturali e umane.

Per tale motivo nutro la forte speranza che nei prossimi mesi tra gli alimenti più acquistati dagli italiani non compaiano solo farina, lievito di birra e conserve, ma anche i legumi.

Ai legumi infatti vanno riconosciuti meriti nutrizionali e non solo: presentano un alto contenuto di proteine, hanno una bassa concentrazione di grassi e sono privi di colesterolo. Contengono buone concentrazioni di sali minerali come calcio, ferro, magnesio, zinco e di vitamine. Sono un’ottima fonte di fibre alimentari e possono esser consumati anche dalle persone celiache.

Costano poco; promuovono la biodiversitá e l’economia locale (solo in Italia ne esistono moltissime varietà che si sono adattate a climi e terreni differenti e che meriterebbero di esser valorizzate più di quanto oggi avvenga); sono importanti per l’agricoltura sostenibile e il benessere del suolo, non solo per l’attitudine di molte specie a fissare l’azoto, ma anche perché alcune specie hanno l’abilità di mobilitare il fosforo nel terreno, rendendolo disponibile per altre colture.

Per tutti questi motivi mi auguro che le persone nella loro scala dei valori, si avvicinino sempre più a queste tematiche e che abbraccino un nuovo stile di vita nel quale salute, benessere globale e sostenibilità ambientale diventino i veri protagonisti, e facciano sempre meno ricorso a quelle diete spazzatura, prive di ogni fondamento scientifico, che ogni anno sono di moda, soprattutto in questo periodo, e che anziché mettere al centro la persona (la sua complessità, la sua salute, i gusti e la sua cultura), e il nostro Pianeta, enfatizzano una omologazione alimentare al fine di raggiungere solo ed unicamente dei risultati estetici.

 

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