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Le fotografie di carta di Settimio Benedusi

10 Luglio 2020 | di Settimio Benedusi

i mondi di carta - Settimio Benedusi

Lo ammetto e un po’ (parecchio, invece) me ne vergogno: non ero mai stato a Crema.

Ma come mai è possibile?!? E’ proprio vero, si gira il mondo cercando chissà quali meraviglie e poi le vere meraviglie sono qui, a due passi da casa nostra.

A Crema ci sono andato coinvolto dal grande Antonio Bozzo (ho lavorato per lui al Corriere della Sera) e invitato da “I Mondi di Carta”, una bellissima manifestazione dedicata alla cultura (nei suoi vari e variabili aspetti).

Sono fotografo e per tanti anni ho fotografato e lavorato per la moda, la pubblicità e i giornali. Qualche anno fa però ho voluto e dovuto (voluto perché ho sentito l’esigenza di realizzare qualcosa più a contatto con le persone e più autentico, dovuto perché il mercato per il quale ho sempre lavorato è inesorabilmente venuto a mancare) cambiare radicalmente la mia maniera di fare il fotografo; ho deciso di tornare alle origini della Fotografia, quando ai primi del 1800 rese democratico ed accessibile a tutti il privilegio del racconto iconografico della propria faccia. E quindi sono diventato, come amo definirmi, faccista!

In parole povere realizzo una cosa talmente antica da essere moderna e rivoluzionaria: ritratti fotografici. Esatto, come quelli che il fotografo/artigiano (non artista!) realizzava nella bottega del paese 100 anni fa e che adesso è completamente scomparso, soppiantato dalle moderne tecnologie e soprattutto dall’imperante telefonino.

Cosa c’entra tutto ciò con il festival “I Mondi di Carta”? C’entra eccome! Perché il concetto fondamentale nella mia operazione dei ritratti fotografici è consegnare non un file digitale, ma una stampa! Di carta! Perché sono convinto che tutte le (centinaia! migliaia!) fotografie che tutti noi realizziamo con il telefonino prima o poi si perderanno nell’infinita e liquida nuvola digitale, perdendosi e scomparendo.

Avere quindi un supporto fisico, reale, concreto e quindi cartaceo è l’unica speranza che il nostro ricordo possa rimanere per sempre.

Anche perché il ricordo è uno strumento potente e meraviglioso. Nelson Mandela disse: “Il ricordo è il tessuto dell’identità”.

Ho passato un fine settimana meraviglioso a Crema, fotografando tantissime bellissime facce.

Grazie Crema, grazie “I Mondi di Carta”: tornerò presto!

 

Settimio Benedusi

 

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