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La cucina tradizionale cremasca

12 Febbraio 2021 | di Vincenzo Cappelli

i mondi di carta - Vincenzo Cappelli
Il cibo, declinato in molti modi e arricchito nelle sue multiformi espressioni, anche a carattere
artistico e culturale, è stato il filo conduttore di numerose ed interessanti passate edizioni dei
Imondidicarta.
L’esperienza del cibo va ad incidere sui nostri fondamentali ricettori sensoriali, alimentando la
nostra salute corporale e mentale, senza trascurare la capacità di generare inaspettati approcci alla
nostra sfera emozionale.
Spesso, in questi variegati percorsi di conoscenza ed esperienza, siamo partiti proprio dai cibi più
comuni o di tradizione per poter approfondire il loro valore, non solo organolettico, ma anche di
potenziale corroboratore del nostro benessere.
Riscoprire un cibo di qualità ed inserirci in un lungo cammino di comune apprezzamento ci
riconcilia con chi ci sta attorno, con quella parte di persone che ci vive accanto e che quindi in
qualche modo ci aiutano ad identificarci.
Sono queste le motivazioni che hanno spinto la Proloco di Crema a proporre alcune “gustose”
pubblicazioni con l’intento di scandagliare e descrivere ciò che è stato o ha saputo rappresentare
nel tempo, piatti quali i Tortelli cremaschi, la Bertolina , il Pipèto, il Salame Nobile Cremasco.
Le prime quattro pubblicazioni vogliono indagare la storia di questi piatti, entrati nella consuetudine
familiare e festosa delle nostre tavole, cercando di comprendere al meglio le sapienti formule di
preparazione dei piatti stessi, svelando anche alcuni segreti che ogni massaia cremasca di norma
gelosamente custodisce.
A questi primi piatti faranno seguito nuove proposte di ricette proprie del nostro territorio
contribuendo a far emergere la tipicità e in parte originalità e unicità della cucina cremasca di
tradizione.

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