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LA CRISI DEI CUOCHI

12 Marzo 2021 | di Enrico Tupone

i mondi di carta - Enrico Tupone
E’ di qualche settimana fa la notizia che il noto chef Filippo La Mantia ha annunciato che condividerà uffici e soprattutto cucina con un altro chef famoso, vale a dire Giancarlo Morelli.
Questa unione nasce dalla recente chiusura del ristorante “Filippo La Mantia – Oste e Cuoco”, chiusura forzata per colpa del Coronavirus, raccontando come fosse stato costretto a “chiudere un’azienda di 45 dipendenti in duemila metri quadrati, che andava bene fino a febbraio 2020 e che aveva avuto una buona riapertura, perché le spese sono diventate insostenibili senza più eventi”. Le spese eccessive e le pochissime occasioni di incasso hanno caratterizzato questo periodo di tutti coloro che si occupano di alta ristorazione ed hanno spinto molti alla chiusura o a cercare modi diversi per gestire questo segmento elitario di chi si occupa di cucina.
Lo chef La Mantia ha trovato una possibile soluzione per ridurre le spese, quella di mettere in condivisione la cucina, salvato, in questo momento difficile, dalla mano tesa dall’amico chef Giancarlo Morelli, che lo ha ospitato nelle cucine del Bulk, il suo ristorante all’interno dell’hotel milanese Bulk, per preparare i suoi piatti per il delivery. La Mantia ha raccontato come lo chef Morelli gli abbia messo a disposizione spazi e attrezzature in cambio del pagamento dell’energia a consumo, permettendogli così di richiamare a lavorare quattro dei venti ragazzi che componevano la sua brigata e attuando l’idea di trasformare questo collaborazione in un progetto di co-cooking da ripetere eventualmente in futuro su larga scala.
“Questo è il futuro: come si condividono gli uffici si possono condividere anche le cucine”, dice Morelli.
Certo potrebbe in effetti essere un’idea per contenere le spese, così come è stato fatto in altri settori.
Dunque cene a quattro mani e due chef per deliziare palati sopraffini a costi contenuti. Due chef famosi che sono stati ospiti ai Mondi di Carta e che hanno stanno dimostrando come la solidarietà si possa esprimere anche in cucina.

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