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Ci vuole arte per fare i salumi Marco D’Oggiono

10 Luglio 2020 | di Carla Latini

i mondi di carta - Carla Latini

Marco D’Oggiono era uno degli allievi prediletti di Leonardo Da Vinci. Uno di quelli che gli stette accanto fino alla fine.

Marco era originario, appunto, di Oggiono. Un paese, ormai grande, in provincia di Lecco che gode delle benefiche influenze dei laghetti limitrofi. Qui, dal 1945, la Famiglia Sprefico lavora, stagiona e divulga salumi di grande verità e qualità. Primo fra tutti il prosciutto. Al Salumificio venne dato il nome dell’artista molto amato dai suoi concittadini.

Sono amica della Signora Agnese Spreafico e mi diverto, con grande gusto, a usare i suoi prodotti nelle mie ricette.

Oggi vi propongo una golosa ‘contaminazione’ Marche/Lombardia, Portonovo-Oggiono passando per la storica Valle Padana.

Cappelli cacio e pepe Moscioli di Portonovo e lardo celtico Marco D’Oggiono

Ingredienti per 4 persone:
320 g di spaghetti Cappelli
500 g di moscioli di Portonovo o cozze di qualsiasi provenienza
4 cucchiai colmi di Grana Padano grattugiato finemente
1 spicchio d’aglio
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva, pepe nero qb
60 g di lardo celtico Marco D’Oggiono a dadini

Procedimento:

Pulire bene i Moscioli e farli aprire in padella con un bicchiere di acqua. Sbattere bene e a lungo in una ciotola grande, fino a farne una crema morbida, il formaggio grattugiato con l’acqua di cottura dei Moscioli o cozze e un po’ di pepe nero. Nel frattempo mettere a bollire l’acqua, circa 5 litri, senza sale. In una padellina far insaporire  l’olio con lo spicchio d’aglio scaldandolo un po’. Togliere lo spicchio e unire l’olio aromatizzato ai Moscioli o cozze che vanno private del guscio. Cucinare gli spaghetti Cappelli ben al dente, circa 8 minuti, e far sudare bene il lardo celtico in una padellina di ferro finché non diventa trasparente e croccante. Scolare gli spaghetti nel tempo indicato e mantecarli con calma nella crema di formaggio passandoli, poi, nella padella dei Moscioli o cozze. Impiattare e decorare con i dadini di lardo celtico.

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