Simone Bandirali (1952) vive a Crema, dove ha sempre lavorato come medico di medicina generale, dopo i primi anni post laurea di assistente volontario presso il Laboratorio di Genetica medica del Policlinico – Università degli Studi di Milano.
Autore di poesia, oltre che di opere di narrativa e di teatro, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti a carattere nazionale e internazionale. Tra questi, per la narrativa il premio Bergamo (2007 e 2013); il premio LILT, Parma 2002; il premio A. J. Cronin, sezione teatro, Savona 2017.
Per la poesia il premio Cesare Pavese, Santo Stefano Belbo 2015. Nel 2025 l’Hippocrates Pegasus International Prize per meriti letterari. Dal 2023 è Presidente della U.M.E.M. (Union Mondiale des Ecrivains Médecins) di cui era stato in precedenza Segretario Generale dal 2017.
Intellettuale appassionato di letteratura, conosce alla fine degli anni Ottanta alcune figure chiave per la sua futura attività di scrittore: tra gli altri, nel 1992 la poetessa Alda Merini, che lo definirà in seguito il “Pessoa Italiano”. Gli spunti dell’amicizia che Bandirali intesse con poeti, editori
e artisti sono una cornice di senso importante per conoscere e capire lo sviluppo della sua attività nel mondo della poesia e della narrativa.
Tra le tante opere pubblicate, per la poesia: Il teatro di Alice (2000), Desaparecidos (2002), AntiBorges (2002) con prefazione di Dario Fo e Alda Merini, Dedalus (2002), Children (2003) con Mario Luzi e Alda Merini, Venezia 1797 (2016), Varenna (2021), Improbabile Chimera – Canti brevi d’amore e di abbandono, Tallone Editore, Alpignano 2022. Per la prosa: Delitti Ateniesi (2016), Monsieur Goldonì (2018), Addio Totò (2020).
A questi libri si aggiungono oltre un centinaio di plaquettes, pubblicate con le Edizioni dell’Ariete – Pangloss, le Edizioni Pulcinoelefante di Alberto Casiraghi, la Porta Nera di Carlo Oberti e Lietocollelibri. Fa parte di giurie di premi letterari ed è presente in numerose antologie.
L’incontro ha per tema lo sviluppo e l’evoluzione della musica sacra e profana a Crema nella seconda metà del Cinquecento, ad opera dei musicisti Oliverio Ballis, Giovan Battista Leonetti, Orazio Scaletta e Giovan Battista Caletti detto Bruno. L’incontro esplora anche la formazione musicale, presso il Duomo di Crema, di Francesco Caletti detto Cavalli, e la sua prodigiosa carriera musicale a Venezia.
Con Bruno Gini e Simone Bandirali
in collaborazione con Associazione Ex Alunni Liceo Classico “Racchetti”